“La geografia ha creato il Joá. L’architettura lo ha rivelato.”
Esistono luoghi in cui l’architettura cerca di affermarsi attraverso la monumentalità.
Ne esistono altri in cui la vera raffinatezza risiede proprio nel contrario.
Nel Joá, l’architettura ha imparato che il protagonismo appartiene al paesaggio.
Forse è questa la ragione per cui questo piccolo quartiere della zona ovest di Rio de Janeiro è diventato uno dei maggiori laboratori dell’architettura residenziale brasiliana.
Nel corso di oltre cinque decenni, alcuni degli architetti più influenti del Paese hanno trovato in questo territorio una sfida rara: costruire su pendii ripidi, tra grandi massicci granitici, la Mata Atlântica preservata e una delle viste più straordinarie sull’Oceano Atlantico.
Il risultato non è stato uno stile architettonico unico.
È stata una filosofia.
Costruire rispettando il luogo.
Mai contro di esso.
Un territorio che sfida l’architettura
Progettare una residenza nel Joá non è mai stato un compito convenzionale.
Al contrario di quartieri in cui i lotti consentono soluzioni ripetitive, qui praticamente ogni terreno presenta una topografia diversa.
Esistono forti dislivelli.
Affioramenti rocciosi.
Vegetazione protetta.
Vincoli ambientali.
Venti prevalenti.
Orientamenti solari molto diversi.
Ogni progetto inizia comprendendo la montagna.
Solo dopo nasce l’architettura.
Forse per questo tante residenze del Joá sono state pubblicate a livello internazionale.
Non potrebbero esistere in nessun altro luogo.
José Zanine Caldas: quando il legno ha incontrato la foresta
Parlare dell’architettura del Joá significa inevitabilmente parlare di José Zanine Caldas.
Designer, costruttore autodidatta e uno dei maggiori nomi dell’architettura brasiliana del XX secolo, Zanine trovò nel Joá un territorio perfetto per sviluppare ciò che sarebbe poi diventato uno dei suoi maggiori contributi all’architettura tropicale.
Tra la fine degli anni 1960 e la metà degli anni 1970 progettò diverse residenze nella zona, utilizzando grandi strutture in legno, ventilazione naturale e un’attenta collocazione sui pendii.
Le sue case sembravano nascere dalla foresta stessa.
Anziché rimuovere alberi per costruire, cercava di adattare l’edificio al paesaggio esistente.
Questo approccio è diventato così rilevante che, decenni dopo, sarebbe stato oggetto di una tesi di master dedicata esclusivamente alle residenze di Zanine nel Joá, dimostrando l’importanza storica di questo insieme architettonico.
Oggi, molte di queste case continuano a essere considerate patrimonio dell’architettura residenziale brasiliana.
Sérgio Bernardes e la rivoluzione dell’architettura tropicale
Se Zanine ha portato il legno al centro dell’architettura, Sérgio Bernardes ha rivoluzionato il modo di intendere lo spazio.
Ben oltre l’estetica, Bernardes difendeva un’architettura capace di rispondere al clima tropicale attraverso la tecnologia, la ventilazione e l’integrazione con il paesaggio.
I suoi progetti esploravano grandi luci strutturali, piani vetrati e soluzioni che eliminavano la frontiera tra interno ed esterno.
Sebbene la sua produzione si estenda ben oltre il Joá, l’influenza del suo pensiero è diventata evidente in numerose residenze costruite sui pendii di Rio.
Tuttora molti architetti riconoscono Bernardes come uno dei principali riferimenti dell’architettura tropicale brasiliana.
Claudio Bernardes: la maturità dell’architettura residenziale
Negli anni 1980, Claudio Bernardes ha approfondito questo linguaggio.
La sua Casa Joá (1986) resta una delle residenze più emblematiche del quartiere.
Legno.
Calcestruzzo a vista.
Pietra naturale.
Grandi superfici vetrate.
Ventilazione incrociata.
Tutto è stato pensato per permettere alla natura di attraversare la stessa architettura.
Non esiste eccesso.
Esiste equilibrio.
È proprio questa semplicità a rendere la Casa Joá un riferimento ancora oggi.
Thiago Bernardes e una nuova generazione
La tradizione della famiglia Bernardes continua attraverso Bernardes Arquitetura, oggi guidata da Thiago Bernardes.
Tra i progetti più noti spicca la Capela Joá, vincitrice degli Architizer A+ Awards.
Piccola nelle dimensioni, ma straordinaria nella concezione, la cappella quasi scompare tra la vegetazione.
I materiali riflettono la foresta.
La struttura segue il terreno.
L’oceano appare discretamente sullo sfondo.
Più che un edificio religioso, è diventata un manifesto del rapporto tra architettura e natura.
Indio da Costa e l’eleganza contemporanea
Tra gli architetti contemporanei che meglio hanno compreso lo spirito del Joá c’è Luiz Eduardo Indio da Costa.
La sua Residência no Joá, completata nel 2018, dimostra come l’architettura contemporanea possa dialogare con il paesaggio senza ricorrere all’eccesso.
Volumi indipendenti si distribuiscono sul pendio.
Passaggi vetrati uniscono i diversi spazi.
Specchi d’acqua riflettono il cielo.
L’oceano accompagna l’intero percorso della casa.
Gli interni, firmati da Duda Porto, rafforzano questo linguaggio attraverso materiali naturali, illuminazione discreta e un arredo in cui la vista continua a essere la protagonista.
È un progetto in cui architettura, interni e natura sembrano appartenere alla stessa composizione.
Arthur Casas e la raffinatezza silenziosa
Pochi architetti brasiliani hanno raggiunto un riconoscimento internazionale paragonabile a quello di Arthur Casas.
Nel Joá, la sua Casa AL è diventata un esempio di come trasformare un terreno estremamente complesso in una residenza di grande eleganza.
Anziché lottare contro la topografia, Arthur Casas l’ha utilizzata per creare diversi livelli, inquadrando progressivamente la vista sull’Atlantico.
È un’architettura silenziosa.
Senza gesti eccessivi.
Senza bisogno di impressionare.
Forse è per questo che rimane così attuale.
Casa Onda: quando l’architettura si ispira al mare
Nella vicina Joatinga, inserita nello stesso contesto geografico e paesaggistico, si trova uno dei progetti residenziali brasiliani più pubblicati a livello internazionale.
La Casa Onda (Wave House), firmata dagli studi Mareines Arquitetura e Patalano Arquitetura.
La residenza sembra nascere da un enorme blocco di granito.
La copertura curva riproduce il movimento delle onde.
Le facciate praticamente scompaiono di fronte all’oceano.
È un progetto che dimostra come l’architettura contemporanea brasiliana continui a innovare senza rompere con il paesaggio.
Jacobsen Arquitetura e il lusso essenziale
Sebbene la sua produzione sia distribuita in varie regioni del Brasile, Jacobsen Arquitetura rappresenta uno dei linguaggi che meglio dialogano con lo spirito del Joá.
Grandi superfici vetrate.
Strutture leggere.
Legno.
Pietra naturale.
Ventilazione.
Integrazione con il paesaggio.
Più che creare edifici iconici, lo studio cerca di creare luoghi in cui architettura e natura coesistano in modo quasi invisibile.
È esattamente questa filosofia che spiega perché tante residenze contemporanee del Joá seguano principi simili.
Un’architettura che appartiene al luogo
Forse è impossibile definire uno stile architettonico del Joá.
Ma è facile riconoscere un principio comune.
Le migliori case del quartiere non hanno mai cercato di dominare il paesaggio.
Hanno cercato di rivelarlo.
La montagna è ancora presente.
La foresta è ancora presente.
L’oceano è ancora presente.
L’architettura si limita a incorniciare tutto questo.
E forse è proprio questa umiltà di fronte alla natura che ha trasformato il Joá in un riferimento internazionale dell’architettura residenziale.
In un’epoca in cui tanti progetti cercano di attirare l’attenzione, il Joá ci ricorda che la vera raffinatezza può essere silenziosa.
Perché alcune delle più grandi opere dell’architettura brasiliana non hanno mai avuto come obiettivo quello di impressionare.
Hanno avuto soltanto l’obiettivo di appartenere al luogo in cui sono state costruite.
Sobre a autora
Aline Sofia segue da diversi anni il mercato residenziale di fascia alta di Rio de Janeiro. Il suo interesse per il Joá va oltre il mercato immobiliare: studia la storia, l’evoluzione urbana e il patrimonio architettonico del quartiere, credendo che comprendere un territorio sia essenziale per comprendere il vero valore di una residenza.
